Vai al contenuto

Percorsi guidati · La storia contemporanea del fenomeno UFO – Parte prima: 1947–1971

Tappa 10 di 1030 SETTEMBRE 1971

Accordo USA-URSS contro lo scoppio accidentale di un conflitto nucleare

Premessa

Siamo giunti all'ultima tappa di questa prima parte del Percorso, e il documento che esaminiamo è per molti versi il più sorprendente di tutti. Non si tratta di un appunto riservato, di una bozza anonima o di un rapporto destinato a pochi addetti ai lavori: è un trattato internazionale, firmato dai Ministri degli Esteri delle due superpotenze, registrato presso le Nazioni Unite e pubblicato nella loro raccolta ufficiale dei trattati, dove chiunque può leggerlo.

Eppure, nascosto fra i suoi nove articoli, ce n'è uno che dovrebbe far riflettere chiunque abbia seguito le tappe precedenti, perché in un momento in cui il fenomeno UFO era ufficialmente archiviato come una questione priva di interesse, le due potenze nucleari sentirono il bisogno di mettere nero su bianco cosa fare in presenza di oggetti non identificati.

Frontespizio dell'Accordo USA-URSS nella traduzione italiana di PaoloG
Il frontespizio dell'Accordo nella mia traduzione italiana: il trattato è registrato presso le Nazioni Unite con il numero 11509

Introduzione

Il documento è l'Accordo sulle misure per ridurre il rischio di conflagrazione di un conflitto nucleare fra gli Stati Uniti d'America e l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, firmato a Washington il 30 settembre 1971 dal Segretario di Stato statunitense William P. Rogers e dal Ministro degli Esteri sovietico Andrej Gromyko, ed entrato in vigore il giorno stesso della firma. È noto anche come Accident Measures Agreement, cioè "Accordo sulle misure contro gli incidenti".

Per comprenderne il senso bisogna ricordare il clima dell'epoca. Siamo in piena guerra fredda: Stati Uniti e Unione Sovietica dispongono di migliaia di testate nucleari e di missili intercontinentali in grado di colpire l'avversario in meno di mezz'ora, e i rispettivi sistemi di allarme radar sono costantemente in tensione. In una situazione del genere, il pericolo maggiore non è tanto quello di una guerra voluta, quanto quello di una guerra scatenata per errore: un falso allarme, un'eco radar male interpretata, un incidente non spiegato potrebbero innescare una reazione a catena senza ritorno.

La crisi dei missili di Cuba dell'ottobre 1962 aveva mostrato quanto il mondo potesse arrivare vicino al baratro, e già l'anno successivo le due superpotenze avevano istituito la famosa "linea rossa", il canale di comunicazione diretta fra Washington e Mosca. L'Accordo del 1971 fu negoziato nell'ambito dei colloqui SALT sulla limitazione delle armi strategiche e firmato lo stesso giorno di un secondo accordo che modernizzava proprio la "linea rossa", collegandola via satellite.

Contenuto

Il testo dell'Accordo è breve: quattro pagine, un preambolo e nove articoli. Nel preambolo le due Parti dichiarano di essere consapevoli delle "devastanti conseguenze che la guerra nucleare avrebbe per l'intera umanità" e della necessità di prevenire "l'uso accidentale o non autorizzato di armi nucleari".

Gli articoli stabiliscono poi una serie di impegni molto concreti:

Come si vede, quasi tutti gli articoli riguardano situazioni del tutto prevedibili per due potenze nucleari: incidenti alle proprie armi, lanci di prova, comunicazioni d'emergenza. Tutti tranne uno. L'articolo 3 infatti recita:

"Le Parti Contraenti assumono l'impegno di scambiarsi immediatamente notifiche nel caso di rilevazione da parte dei sistemi d'allarme antimissile di oggetti non identificati o nel caso d'interferenze su tali sistemi o sui relativi sistemi di comunicazione, qualora tali eventi possano comportare il rischio di un conflitto nucleare fra i due Paesi."

Il testo originale inglese parla di unidentified objects: mancano solo la parola flying e la parola "UFO", ma la sostanza è quella.

Commenti

Le parole dell'articolo 3 sono scelte con cura, in un linguaggio piuttosto dimesso che potrebbe passare inosservato a un lettore frettoloso. Ma se ci si sofferma a riflettere sul loro significato, ne emergono alcune conseguenze molto precise. Gli oggetti non identificati di cui parla l'Accordo sono infatti un fenomeno:

Ora, se riprendiamo il filo di questo Percorso, ci accorgiamo che questo articolo non nasce dal nulla. Già nel giugno del 1947, come abbiamo visto alla prima tappa, la bozza di lettera attribuita a Oppenheimer ed Einstein metteva in guardia dal rischio che, una volta collocati missili e satelliti nello spazio, la presenza di veicoli spaziali non identificati potesse essere scambiata per un attacco nemico. E come abbiamo visto all'ottava tappa, verso la fine degli anni '60 l'anonimo autore della NSA scriveva che oggetti non identificati provenienti dall'Artico avrebbero potuto far scattare un allarme di "falso attacco missilistico", e che il fenomeno andava studiato prima che un avversario riuscisse a sfruttarlo per ingannare i sistemi di difesa. L'articolo 3 dell'Accordo del 1971 traduce in un impegno formale esattamente queste preoccupazioni, a ventiquattro anni di distanza dalla lettera di Oppenheimer ed Einstein.

Non si tratta peraltro di timori astratti. Proprio negli anni precedenti la firma dell'Accordo erano emerse vicende inquietanti nelle basi missilistiche statunitensi: la più nota è quella della base di Malmstrom, nel Montana, dove nel marzo del 1967, secondo le testimonianze di alcuni ufficiali addetti ai missili fra cui Robert Salas, diversi missili nucleari Minuteman sarebbero andati improvvisamente fuori servizio mentre sopra le installazioni venivano osservati oggetti luminosi non identificati.

E c'è di più. Nel 1976 le due Parti firmarono un protocollo di attuazione dell'Accordo, rimasto segreto per decenni e reso pubblico solo in tempi recenti, che stabiliva il formato standard dei messaggi urgenti da scambiarsi attraverso la "linea rossa" in sei diverse situazioni di emergenza. Una di queste è, testualmente, la "rilevazione da parte dei sistemi di allarme missilistico di oggetti non identificati". Segno che l'articolo 3 non era una clausola di stile, ma una procedura operativa da tenere pronta.

Infine, la data. Questo Accordo viene firmato nel settembre del 1971, cioè meno di due anni dopo la chiusura del Progetto Blue Book e meno di tre anni dopo che la Commissione Condon aveva dichiarato al mondo che lo studio degli UFO non aveva alcuna utilità. In altre parole, mentre al pubblico si diceva che gli UFO non meritavano attenzione, i governi delle due superpotenze firmavano un trattato che prevedeva cosa fare se i loro radar avessero rilevato oggetti non identificati capaci di innescare una guerra nucleare. Difficile immaginare una dimostrazione più chiara della distanza fra la versione ufficiale e la realtà.

Un problema di ieri, ma soprattutto di oggi

Sarebbe un errore considerare l'Accordo del 1971 come una semplice curiosità della guerra fredda. Le considerazioni che portarono alla sua firma sono valide ancora oggi, e anzi sono diventate ancora più pressanti con l'avvento dei missili ipersonici.

I missili ipersonici volano a velocità pari ad almeno cinque volte quella del suono, a quote più basse dei vecchi missili balistici intercontinentali, seguono traiettorie difficili da prevedere e sono in grado di manovrare durante il volo. Sono esattamente le caratteristiche che da sempre vengono attribuite agli UAP: velocità estreme, profili di volo non balistici, capacità di manovra e, spesso, dimensioni paragonabili. Per gli operatori dei sistemi di allarme, che oggi hanno a disposizione pochi minuti, se non secondi, per valutare una minaccia, distinguere un UAP da un missile ipersonico in arrivo può essere tutt'altro che semplice, e l'errore può avere conseguenze catastrofiche.

In altre parole, il rischio che l'articolo 3 dell'Accordo cercava di scongiurare oltre mezzo secolo fa, quello di una guerra nucleare scatenata per errore dalla comparsa di oggetti non identificati, oggi non solo non è scomparso, ma è aumentato, anche perché i missili ipersonici non sono più appannaggio di due sole superpotenze.

Ho trattato questo argomento più in dettaglio nel mio articolo «Missili ipersonici e UAP: somiglianze pericolose», pubblicato sul mio blog, al quale rimando chi volesse approfondire.

L'articolo «Missili ipersonici e UAP» sul blog di PaoloG
Il mio articolo sul blog «Missili ipersonici e UAP: somiglianze pericolose» del 10 novembre 2022 (fare click sull'immagine per leggerlo)

Conclusione

Con questo Accordo si chiude la prima parte del nostro Percorso, che ci ha portati dal 1947 al 1971. In questi ventiquattro anni abbiamo visto nascere il fenomeno UFO nella sua forma contemporanea, abbiamo visto le autorità militari prenderlo subito sul serio, e poi abbiamo visto costruire con cura, attraverso le Commissioni Robertson e Condon e la chiusura del Blue Book, la facciata del ridicolo e del discredito che lo avrebbe accompagnato per mezzo secolo.

Ma abbiamo anche visto, documento dopo documento, che dietro quella facciata il fenomeno continuava a essere trattato con la massima serietà: nei memorandum riservati, nei canali paralleli al Blue Book, nelle riflessioni segrete della NSA e, infine, nero su bianco in un trattato internazionale fra le due superpotenze.

È questa la chiave di lettura che ci accompagnerà anche nella seconda parte del Percorso: la versione pubblica degli UFO e quella riservata non coincidono, e per capire davvero la storia di questo fenomeno è necessario tenere sempre presenti entrambe.

Dove si trova il documento nel sito di PaoloG (e l'originale)?

La versione italiana del documento "Accordo su misure per ridurre il rischio di conflagrazione accidentale d'un conflitto nucleare" si trova qui: la scheda del documento

La versione originale del documento si trova qui: Agreement on measures to reduce the risk of outbreak of nuclear war - dal sito treaties.un.org

Pagina pubblicata il 22/10/2026