Premessa
Il documento che esaminiamo in questa tappa del Percorso è molto diverso da quelli che abbiamo visto finora. Non è un rapporto ufficiale, non è il resoconto di un avvistamento e non porta la firma di nessuno: è una bozza di poche pagine, anonima, senza data e senza destinatario, originalmente classificata SECRET. Eppure, come vedremo, merita un posto in questo Percorso per un motivo molto semplice: il luogo da cui proviene.
Questa bozza infatti non viene da un gruppo di appassionati o da un giornale in cerca di titoli a effetto, ma dagli archivi della NSA (National Security Agency), l'agenzia del governo statunitense che si occupa dell'intelligence elettronica e delle comunicazioni, cioè di una delle strutture più riservate dell'apparato di sicurezza degli Stati Uniti.

Introduzione
Il titolo originale del documento è UFO Hypothesis and Survival Questions, ovvero "Ipotesi sugli UFO e domande sulla sopravvivenza". Si tratta, come detto, di una bozza dattiloscritta, completa di note a piè di pagina, che fa parte della raccolta di documenti di argomento UFO che la NSA ha in seguito declassificato e reso pubblica.
Vale la pena ricordare che l'esistenza di documenti UFO negli archivi della NSA divenne nota soprattutto a partire dal 1980, quando il gruppo statunitense CAUS (Citizens Against UFO Secrecy, cittadini contro la segretezza sugli UFO) fece causa all'Agenzia in base al Freedom of Information Act per ottenerne la divulgazione. Il giudice diede ragione alla NSA, che poté così continuare a tenere segreta la gran parte del materiale; proprio questo documento però figura fra quelli legati a quella vicenda giudiziaria.
Chi ne sia l'autore non lo sappiamo: nella versione resa pubblica il nome non compare. Quanto alla data, la NSA non la indica, ma il documento stesso ci fornisce degli indizi preziosi. Fra le fonti citate nelle note infatti compaiono il Simposio sugli UFO tenuto dalla Commissione Scienza e Astronautica della Camera dei Rappresentanti il 29 luglio 1968 e un articolo dell'Evening Star di Washington del 24 settembre 1968; il "Progetto Colorado", cioè lo studio della Commissione Condon che abbiamo visto alla tappa 7, viene citato soltanto attraverso un articolo dell'annuario 1968 dell'Enciclopedia Britannica, mentre delle sue conclusioni, rese pubbliche a gennaio del 1969, non c'è traccia. Il documento quindi non può essere stato scritto prima dell'autunno del 1968, e con buona probabilità risale agli ultimi mesi di quell'anno o ai primissimi del successivo.
In altre parole, questa bozza è stata scritta proprio mentre la Commissione Condon si apprestava a dichiarare al mondo che studiare gli UFO non aveva alcuna utilità scientifica. Ed è questo il dettaglio che la rende così interessante.
Contenuto
Lo scopo del documento è dichiarato fin dalla prima riga: "considerare brevemente alcune delle implicazioni attinenti alla sopravvivenza del genere umano in relazione al quel fenomeno conosciuto col nome generico di UFO".
Per farlo, l'anonimo autore passa in rassegna le cinque principali ipotesi sulla natura del fenomeno, e per ognuna si chiede non tanto se sia vera o falsa, quanto piuttosto quali conseguenze avrebbe per noi se fosse vera. È un approccio tipico di chi lavora nell'intelligence, abituato a ragionare per scenari, e il risultato è molto istruttivo.
- Gli UFO sono tutti dei falsi. L'autore osserva che i falsi sono storicamente rari e geograficamente circoscritti, mentre gli avvistamenti avvengono in tutto il mondo e sono in aumento. Ma se davvero si trattasse di un falso su scala mondiale e di frequenza sempre crescente, allora sarebbe in corso "un'aberrazione mentale di proporzioni allarmanti", con serie ripercussioni "per le nazioni dotate di giocattoli nucleari".
- Gli UFO sono tutti allucinazioni. Ci sono casi in cui più persone e uno o più radar vedono la stessa cosa nello stesso momento, e casi in cui sono state trovate prove fisiche. Se nonostante tutto si trattasse di allucinazioni, sarebbe messa in dubbio la capacità stessa dell'uomo di distinguere la realtà dalla fantasia, e il problema andrebbe studiato subito, prima che raggiunga "proporzioni epidemiche".
- Gli UFO sono fenomeni naturali. In questo caso sarebbe a rischio la capacità dei sistemi di difesa aerea di riconoscere un vero attacco: un fenomeno naturale scambiato per un missile in arrivo dall'Artico potrebbe far scattare un falso allarme. Inoltre, osserva l'autore, molti ufficiali hanno sviluppato una vera e propria "zona cieca" mentale verso tutto ciò che somiglia a un UFO: un invito a nozze per un nemico che volesse costruirne una replica per penetrare le difese avversarie.
- Alcuni UFO sono progetti terrestri segreti. Qui l'autore cita il veicolo di rientro lenticolare sperimentato dall'Aeronautica statunitense nel 1960 e un progetto canadese di "disco volante" molto pubblicizzato (con ogni probabilità l'Avrocar), e conclude che tutti i rapporti sugli UFO andrebbero esaminati con cura per escludere progetti nemici, o "amici", per non trovarsi un giorno di fronte a una nuova "arma del giudizio universale".
- Alcuni UFO sono correlati a intelligenze extraterrestri. Questa ipotesi, scrive l'autore, secondo alcuni eminenti scienziati (fra cui cita McDonald, Hynek e Vallée) non può essere esclusa, e a suo giudizio i ben documentati avvistamenti su Washington del 1952, quelli che abbiamo visto alla tappa sulla Commissione Robertson, la supportano fortemente.
È proprio nella trattazione di quest'ultima ipotesi che il documento dà il meglio di sé. Il ragionamento parte da una regola empirica tanto antica quanto raramente smentita:
"Se sono “loro” che ti scoprono, questo significa che “loro” sono tecnologicamente superiori [...]. La storia umana ci ha mostrato innumerevoli volte i risultati tragici di un confronto fra una cultura tecnologicamente superiore ed un popolo inferiore: l'“inferiore” é spesso oggetto di conquista fisica."
Alcuni popoli però, prosegue l'autore, sono riusciti a sopravvivere a un tale confronto mantenendo la propria identità, e l'esempio che porta è quello del Giappone, con una vera e propria "ricetta" in sei punti: accettare onestamente la propria inferiorità, mantenere una completa solidarietà nazionale, limitare e controllare i rapporti con l'altra parte, tenere un atteggiamento corretto ma amichevole, imparare il più possibile dall'altra cultura, e adottarne i vantaggi il più rapidamente possibile proteggendo nel frattempo la propria identità.
Il documento si chiude con un commento in cui l'autore osserva che ognuna delle ipotesi esaminate ha serie conseguenze per la sopravvivenza, che la risposta finale al mistero comprenderà probabilmente più di una di esse, e che fino a quel momento gli UFO erano stati affrontati con "un approccio di leggerezza scientifica". Per spiegare quale dovrebbe essere invece l'atteggiamento corretto, usa un'immagine molto efficace:
"Ma se state camminando nella foresta e qualcuno gridasse “attenzione, un serpente a sonagli!” la vostra reazione sarebbe sicuramente immediata e difensiva, non perdereste certo tempo ad effettuare speculazioni prima di agire, dovreste trattare l'allarme come un fatto reale ed una minaccia immediata alla vostra esistenza."
Le ultime righe, infine, prendono una direzione inaspettata: partendo dal comportamento degli scimpanzé in cattività, che perdono la capacità di adattarsi all'ambiente naturale, l'autore si chiede se le caratteristiche "di cattività" della civiltà moderna non stiano degradando allo stesso modo la capacità umana di riconoscere la realtà e di sopravvivere, e se la questione UFO non potrebbe addirittura spingere l'uomo a costruire una società più orientata allo sviluppo di "un essere umano completo, sano in tutti gli aspetti di mente e corpo".
Commenti
Come ho scritto nella scheda del documento, questa bozza non contiene nulla che si possa definire "esplosivo": non vi si parla di relitti, di corpi o di programmi segreti di studio. Il suo valore sta altrove, e precisamente nel contrasto con il contesto storico in cui è stata scritta.
Come abbiamo visto nelle tappe dedicate alle Commissioni Robertson e Condon, fra il 1953 e il 1969 la linea ufficiale nei confronti degli UFO fu quella del discredito, prima verso il pubblico e poi verso la comunità scientifica. Ebbene, negli stessi mesi in cui la Commissione Condon si preparava a sancire che gli UFO non meritavano alcuna attenzione scientifica, all'interno di una delle agenzie più riservate degli Stati Uniti qualcuno scriveva, nero su bianco e sotto classifica SECRET, che:
- gli UFO non possono essere liquidati come falsi o allucinazioni;
- l'ipotesi extraterrestre non può essere esclusa, ed è anzi supportata da casi ben documentati;
- qualunque sia la loro natura, gli UFO pongono questioni che riguardano la sicurezza nazionale e addirittura la sopravvivenza del genere umano;
- l'atteggiamento di "leggerezza scientifica" fino ad allora adottato è del tutto inadeguato.
Naturalmente bisogna essere prudenti: si tratta di una bozza anonima, che esprime con ogni probabilità il punto di vista personale del suo autore e non una posizione ufficiale della NSA, e non sappiamo né a chi fosse destinata né se abbia mai avuto un seguito. Resta però il fatto che una riflessione di questo tipo sia nata e sia stata conservata proprio lì, e che per molti anni sia rimasta segreta.
Vale anche la pena di notare quanto suonino attuali, a oltre mezzo secolo di distanza, alcune delle osservazioni di questo documento: la "zona cieca" mentale degli ufficiali verso tutto ciò che somiglia a un UFO, e il rischio che un avversario possa sfruttarla, sono esattamente gli argomenti con cui negli ultimi anni il problema degli UAP è tornato al centro dell'attenzione del Congresso degli Stati Uniti, questa volta alla luce del sole.
Conclusione
Questa breve bozza ci mostra che, dietro la facciata del discredito ufficiale costruita nei due decenni precedenti, negli ambienti della sicurezza nazionale statunitense c'era chi il fenomeno UFO lo prendeva molto sul serio, al punto da interrogarsi non solo sulla sua natura, ma anche sul modo in cui l'umanità avrebbe potuto sopravvivere all'incontro con una civiltà tecnologicamente superiore.
Due facce della stessa medaglia, dunque: quella pubblica del ridicolo e quella riservata della preoccupazione. È una dualità che abbiamo già incontrato in questo Percorso e che ritroveremo già nella prossima tappa, con il «memo» del Generale Bolender.
Dove si trova il documento nel sito di PaoloG (e l'originale)?
La versione italiana del documento "Ipotesi sugli UFO e domande sulla sopravvivenza" si trova qui: la scheda del documento
La versione originale in inglese del documento si trova qui: UFO Hypothesis and Survival Questions - dal sito nsa.gov (la raccolta completa dei documenti UFO della NSA si trova anche su theblackvault.com)
Pagina pubblicata il 21/10/2026