Premessa
Il documento che esaminiamo in questa tappa è la naturale conseguenza di quello che abbiamo visto nella tappa dedicata al Rapporto Condon. Il Rapporto della Commissione Condon, come abbiamo visto, era stato concepito fin dall'inizio per offrire all'Aeronautica Militare degli Stati Uniti un motivo all'apparenza serio e scientifico per chiudere il Progetto Blue Book. Il «memo» del Generale Bolender è l'atto con cui l'Aeronautica passa dalle parole ai fatti: è il documento interno con cui si raccomanda formalmente la chiusura del Progetto.
Fin qui, nulla di sorprendente. Ma questo documento, che a prima vista potrebbe sembrare una semplice pratica amministrativa, contiene un paragrafo che a distanza di oltre mezzo secolo continua a far discutere, perché ammette nero su bianco una cosa che all'epoca il pubblico non sapeva: gli avvistamenti UFO davvero importanti non sono mai passati per il Blue Book.
Introduzione
Il documento è datato 20 ottobre 1969 e reca la firma del Generale di Brigata dell'USAF C. H. Bolender, Vicedirettore dello Sviluppo presso l'Ufficio del Vice Capo di Stato Maggiore per la Ricerca e lo Sviluppo (DCS/Research&Development). Si tratta quindi di un ufficiale di rango ben più elevato di quello dei vari Maggiori e Capitani che si erano succeduti alla guida del Blue Book, e il suo è un documento destinato ai vertici dell'Aeronautica, non al pubblico.
Benché sia comunemente noto come «memo» di Bolender, e benché il file originale sia spesso indicato come una bozza (draft), il documento è in realtà un Air Staff Summary Sheet, cioè il modulo interno con cui una proposta veniva fatta circolare fra i vari uffici dello Stato Maggiore dell'Aeronautica per raccoglierne il visto prima di essere sottoposta a chi doveva firmarla. Nella tabella di coordinamento in testa al documento compaiono infatti le sigle apposte a mano dai vari uffici coinvolti, fra cui quelli del Capo di Stato Maggiore e del Segretario dell'Aeronautica, e l'ultima casella è riservata alla firma del Segretario dell'Aeronautica stesso. Il documento reca inoltre la sigla del Gen. Bolender in calce. Non si tratta quindi di una semplice bozza, ma di un documento che ha effettivamente circolato ai vertici dell'Aeronautica ed è stato da essi vistato: un particolare che, come vedremo, dà ancora più peso a quanto vi si afferma.
Va precisato anche che il documento non è il memorandum con cui fu disposta la chiusura del Blue Book, ma la relazione che lo accompagnava e ne motivava l'adozione: la sua raccomandazione finale è infatti che «il memorandum sia firmato», con riferimento al memorandum allegato, che non ci è pervenuto.
Per molti anni nessuno al di fuori dell'Aeronautica ne ha conosciuto l'esistenza. Il documento fu ottenuto soltanto nel dicembre del 1978 dal ricercatore Robert Todd, mediante una richiesta ai sensi del FOIA (Freedom of Information Act), la legge statunitense per la libertà d'informazione. Nella sua versione originale il documento comprendeva ben 16 allegati, che però non furono forniti a Todd e che malgrado i suoi sforzi non è stato possibile reperire. Ciò che conosciamo è quindi soltanto il corpo del documento: tre pagine, undici paragrafi numerati e una raccomandazione finale.
Contenuto
Il documento è costruito come una vera e propria istruttoria, che procede in modo ordinato verso la sua conclusione.
Nei primi paragrafi il Gen. Bolender riassume la situazione: da oltre vent'anni l'Aeronautica è responsabile, nell'ambito del Dipartimento della Difesa, delle indagini sugli UFO, e il Progetto Blue Book ha due obiettivi ufficiali, ovvero stabilire se gli UFO costituiscano una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti e se possano fornire informazioni scientifiche o tecnologie avanzate utili alla ricerca. A questo proposito, il generale fornisce anche un dettaglio che conferma quanto abbiamo detto nella tappa sul Rapporto Condon sulla reale consistenza del Progetto: il Blue Book disponeva di due ufficiali, un sottufficiale e un civile assegnati a tempo pieno, più il consulente scientifico Dr. J. Allen Hynek, il cui incarico era cessato il 1° luglio 1969.
Segue il richiamo allo studio dell'Università del Colorado diretto dal Dr. Condon e alla sua revisione da parte di una commissione dell'Accademia Nazionale delle Scienze, sulla base dei quali si conclude che la prosecuzione del Blue Book non è giustificata né per la sicurezza nazionale né nell'interesse della scienza. Il generale cita poi testualmente le Conclusioni del Dr. Condon che abbiamo già incontrato, secondo cui dallo studio degli UFO negli ultimi 21 anni non sarebbe venuto nulla di utile alla conoscenza scientifica.

Fin qui il documento non fa che ripetere quanto già noto. Il punto cruciale arriva al paragrafo 4, dove dopo aver ricordato che già la Commissione Robertson nel 1953 aveva escluso che gli UFO costituissero una minaccia fisica diretta per la sicurezza nazionale, il generale scrive:
«Inoltre, la redazione dei rapporti di oggetti volanti non identificati che potrebbero essere rilevanti ai fini della sicurezza nazionale è effettuata in conformità alle norme JANAP 146 o quelle del Manuale 55-11 dell'Aeronautica Militare, che non rientrano nel sistema Blue Book».
Il concetto viene ribadito al paragrafo 6, dove parlando di cosa ne sarà delle segnalazioni UFO una volta chiuso il Blue Book, il generale precisa che:
«i rapporti di UFO che potrebbero avere rilevanza agli effetti della sicurezza nazionale continueranno ad essere gestiti attraverso le procedure standard dell'Aeronautica Militare predisposte a tale scopo».
Per inciso, la JANAP 146 (Joint Army-Navy-Air Force Publication 146) è la normativa che disciplina il sistema CIRVIS, cioè le procedure con cui piloti militari e civili, equipaggi navali e altro personale devono comunicare con urgenza gli avvistamenti di interesse per l'intelligence e per la sicurezza nazionale, compresi gli oggetti volanti non identificati. Un canale di comunicazione del tutto separato e riservato, dunque, che con il Blue Book non aveva nulla a che fare.
Gli ultimi paragrafi del documento si occupano degli aspetti pratici: il generale raccomanda di abrogare il Regolamento 80-17 dell'Aeronautica che disciplinava le indagini UFO nelle basi e di non rinnovare il contratto di consulenza scientifica; respinge la proposta di creare un Centro di Segnalazione dei Fenomeni Atmosferici Rari che raccogliesse le segnalazioni del pubblico; e si occupa infine del destino dei circa 13.000 casi accumulati dal Blue Book, raccomandando di trasferirli presso l'archivio dell'Aeronautica Militare dell'Università dell'Aeronautica (Air University) e lontano dall'area di Washington, sotto stretto controllo dell'accesso. È curioso notare che fra le motivazioni addotte per la conservazione dei documenti vi sia quella di prevenire le accuse che l'Aeronautica nasconde i fatti.
La raccomandazione finale è laconica: che il memorandum allegato, con cui si avvia la chiusura del Progetto, sia firmato. E così infatti avvenne: il 17 dicembre 1969 il Ministro dell'Aeronautica annunciò ufficialmente la chiusura del Progetto Blue Book, dopo quasi 22 anni di attività.
Commenti
Per comprendere la portata del documento occorre ricordare come il Progetto Blue Book veniva presentato al pubblico: come il programma ufficiale con cui l'Aeronautica degli Stati Uniti indagava sugli UFO. Le sue statistiche, le sue spiegazioni e le sue conclusioni venivano proposte come il quadro completo di quanto l'Aeronautica sapeva sul fenomeno. Ed è proprio sui dati del Blue Book che si era basato in larga parte anche lo studio della Commissione Condon.
Il memo di Bolender ci dice invece che le cose non stavano affatto così. Gli avvistamenti che potevano avere rilevanza per la sicurezza nazionale, cioè per definizione quelli più interessanti, seguivano un altro percorso e non rientravano nel sistema Blue Book. Il Blue Book, in altre parole, riceveva e catalogava soprattutto le segnalazioni del pubblico e i casi di minore importanza, mentre i casi più rilevanti venivano trattati altrove, attraverso canali riservati. E non si tratta dell'opinione isolata di un singolo ufficiale: l'affermazione è contenuta in un documento che, come abbiamo visto, ha raccolto il visto di diversi uffici ai vertici dell'Aeronautica, nessuno dei quali ha avuto nulla da obiettare.
Ne consegue che conosciamo, almeno nelle linee generali, i circa 13.000 casi su cui il Blue Book ha indagato, ma non sappiamo nulla di quelli che sono stati trattati attraverso questi altri canali, né quanti fossero, né quale sia stato il loro esito. E soprattutto ne consegue che le conclusioni negative della Commissione Condon, fondate su un campione che per definizione escludeva i casi più significativi, poggiavano su basi ancora più fragili di quanto non apparisse già allora.
Vi è poi un altro aspetto da sottolineare. La chiusura del Blue Book venne presentata al pubblico come la fine dell'interesse dell'Aeronautica degli Stati Uniti per gli UFO: lo studio scientifico aveva dimostrato che non c'era nulla da indagare, e quindi l'Aeronautica se ne lavava le mani. Il memo di Bolender dimostra che le cose stavano diversamente, perché nel momento stesso in cui veniva raccomandata la chiusura del Blue Book, si ribadiva che i rapporti rilevanti per la sicurezza nazionale continueranno ad essere gestiti dall'Aeronautica. Ciò che si chiudeva era quindi lo sportello rivolto al pubblico, non l'interesse dell'Aeronautica per il fenomeno.
Infine, è il caso di notare che il documento fu reso noto solo nove anni più tardi e solo grazie all'iniziativa di un ricercatore privato. Se non fosse stato per la richiesta FOIA di Robert Todd, questa ammissione sarebbe rimasta chiusa negli archivi dell'Aeronautica. E i 16 allegati, che avrebbero potuto dirci molto di più, sono a tutt'oggi irreperibili.
Conclusione
Con il memo di Bolender si chiude il ciclo iniziato oltre vent'anni prima con il «Parere dell'AMC», che come abbiamo visto nella terza tappa di questo Percorso aveva dato origine al primo progetto militare statunitense di studio sugli UFO. Con la chiusura del Blue Book il fenomeno UFO esce ufficialmente dall'agenda dell'Aeronautica degli Stati Uniti, e per quasi mezzo secolo il governo statunitense potrà rispondere a chiunque chieda notizie sugli UFO che dal 1969 non se ne occupa più.
Il documento però ci consegna anche una chiave di lettura che è bene tenere a mente, perché la ritroveremo più volte nel corso della storia del fenomeno fino ai giorni nostri: accanto ai programmi pubblici e ufficiali, spesso di facciata, sono sempre esistiti canali riservati nei quali venivano trattati i casi davvero importanti. Il Blue Book era la parte visibile della questione, ed era la parte meno importante della questione.
Dove si trova il documento nel sito di PaoloG (e l'originale)?
La versione italiana del documento "Il 'memo' del Generale Bolender" si trova qui: la scheda del documento
La versione originale in inglese del documento si trova qui: Unidentified Flying Objects (UFO) - dal sito nicap.org
Pagina pubblicata il 03/10/2026 · aggiornata il 21/10/2026 · 22/10/2026